mercoledì 9 dicembre 2009
Dieci anni di web e una provocazione: stiamo perdendo la nostra cultura? (Corriere.it)
Negli ultimi dieci anni internet ha cambiato il nostro mondo. Il web ha trasformato il nostro modo di pensare, di comunicare, di interagire con le persone, di organizzarci in gruppi, di informarci. Era dai tempi dell’invenzione della stampa, ad opera dei Gutenberg nel 1450, che il mondo non conosceva una trasformazione così radicale.
Gutenberg ha spostato il controllo dell’informazione dalla Chiesa ad ogni persona in grado di stampare un libro o giornale. Il web ha dato questo potere a tutte le persone con una connessione internet, oggi in grado di pubblicare qualsiasi cosa praticamente a costo zero.
Ma tutti questi cambiamenti che effetti avranno sul nostro modo di pensare, sulla nostra capacità di concentrazione, sul nostro livello di attenzione, sulla nostra abilità di guardare con profondità alle cose? Se lo chiede Johann Hari in un bel saggio pubblicato su The Independent in cui lancia una provocazione: stiamo perdendo la nostra cultura?
Tagli all’ editoria a rischio molte testate (Corriere.it)
Tagli all’ editoria a rischio molte testate
A rischio quotidiani di lun go corso come «Avvenire», «Il Secolo d’Italia», «l’Unità» e «il Manifesto»
Una misura che riguarderebbe quotidiani di lun go corso come «Avvenire», «Il Secolo d’Italia», «l’Unità» e «il manifesto»; e testate più giovani come «Europa» e «La Pada nia », e anche decine di piccole tv, cooperative espressioni del terzo settore. La Fnsi ha denunciato, in una nota, che «con un colpo di mano il governo e la maggioranza hanno improvvisamente cancellato il 'diritto soggettivo' dei giornali di idee, di coope rative e di partito a percepire dal 2010 i contributi 'diretti' previsti dallo Stato contraddicendo impegni assunti dal Parlamento e dallo stesso Governo». «Si tratta di una scelta mol to grave — ha accusato il sindacato dei giornalisti — che mette a repentaglio la possibilità stessa per un centinaio di testate dei più diversi orientamenti politici e culturali di con tinuare a offrire informazione e dibattito di idee. Così molti posti di lavoro saranno a rischio e le aziende avranno la reale difficoltà ad approvare i bilanci per il prossimo anno».
Con il pericolo di perdere circa 2 mila posti di lavoro giornalistico e di altrettantipoligrafici. Dalla Fnsi e dal coordinamento dei comitati di redazione delle testate coinvolte è quindi arrivato un «appello al Parla mento perché intervenga per bloccare questa operazione che mette a rischio il pluralismo dell’informazione nel no stro paese». E’ stata poi indetta una conferenza stampa per domani alla Camera. Con la Federazione e i Comitati di redazione anche l’Asso ciazione Articolo 21 guidata da Giuseppe Giulietti e Vincen zo Vita, senatore del Pd.
