mercoledì 9 dicembre 2009

Le notizie più lette del decennio (Corriere.it)

1. L'ascesa della Cina
2. La guerra in Iraq War
3. L'11 Settembre
4. La guerra al terrore di George W. Bush
5. La morte di Michael Jackson
6. L'elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti
7. La recessione globale del 2008/9
8. L'uragano Katrina
9. La guerra in Afghanistan
10. Lo tsunami finanziario

Dieci anni di web e una provocazione: stiamo perdendo la nostra cultura? (Corriere.it)


Negli ultimi dieci anni internet ha cambiato il nostro mondo. Il web ha trasformato il nostro modo di pensare, di comunicare, di interagire con le persone, di organizzarci in gruppi, di informarci. Era dai tempi dell’invenzione della stampa, ad opera dei Gutenberg nel 1450, che il mondo non conosceva una trasformazione così radicale.

Gutenberg ha spostato il controllo dell’informazione dalla Chiesa ad ogni persona in grado di stampare un libro o giornale. Il web ha dato questo potere a tutte le persone con una connessione internet, oggi in grado di pubblicare qualsiasi cosa praticamente a costo zero.

Ma tutti questi cambiamenti che effetti avranno sul nostro modo di pensare, sulla nostra capacità di concentrazione, sul nostro livello di attenzione, sulla nostra abilità di guardare con profondità alle cose? Se lo chiede Johann Hari in un bel saggio pubblicato su The Independent in cui lancia una provocazione: stiamo perdendo la nostra cultura?

Tagli all’ editoria a rischio molte testate (Corriere.it)

Tagli all’ editoria a rischio molte testate

A rischio quotidiani di lun go corso come «Avvenire», «Il Secolo d’Italia», «l’Unità» e «il Manifesto»

MILANO — Arriva con la Finanziaria un tetto all’erogazione di contributi per l’Editoria che, denuncia il sindacato dei giornalisti, penalizza le testate di partito. Sulla norma è infatti partito l’attacco della Federa zione Nazionale della Stampa, il sindacato unitario dei gior nalisti, che ha annunciato battaglia contro la «cancellazio ne » del diritto soggettivo dei giornali di idee, di cooperative e di partito a percepire dal 2010 i contributi «diretti» previsti dallo Stato.

Una misura che riguarderebbe quotidiani di lun go corso come «Avvenire», «Il Secolo d’Italia», «l’Unità» e «il manifesto»; e testate più giovani come «Europa» e «La Pada nia », e anche decine di piccole tv, cooperative espressioni del terzo settore. La Fnsi ha denunciato, in una nota, che «con un colpo di mano il governo e la maggioranza hanno improvvisamente cancellato il 'diritto soggettivo' dei giornali di idee, di coope rative e di partito a percepire dal 2010 i contributi 'diretti' previsti dallo Stato contraddicendo impegni assunti dal Par­lamento e dallo stesso Governo». «Si tratta di una scelta mol to grave — ha accusato il sindacato dei giornalisti — che mette a repentaglio la possibilità stessa per un centinaio di testate dei più diversi orientamenti politici e culturali di con tinuare a offrire informazione e dibattito di idee. Così molti posti di lavoro saranno a rischio e le aziende avranno la reale difficoltà ad approvare i bilanci per il prossimo anno».

Con il pericolo di perdere circa 2 mila posti di lavoro giornalistico e di altrettantipoligrafici. Dalla Fnsi e dal coordinamento dei comitati di redazione delle testate coinvolte è quindi arrivato un «appello al Parla mento perché intervenga per bloccare questa operazione che mette a rischio il pluralismo dell’informazione nel no stro paese». E’ stata poi indetta una conferenza stampa per domani alla Camera. Con la Federazione e i Comitati di redazione anche l’Asso ciazione Articolo 21 guidata da Giuseppe Giulietti e Vincen zo Vita, senatore del Pd.

G. Str.
08 dicembre 2009

ISO 14001 Standards - It is time to implement Environment Management System (EMS)

martedì 8 dicembre 2009

Un' "ondata" di Fan per l'acqua pubblica

Interessante ondata di fan su Facebook per i gruppi dedicati all' "Acqua Pubblica".

Ogni tanto è utile ricordarsi che ci sono cose che a noi sembrano totalmente scontate, e che invece, in alcune parti del mondo, determinano la possibilità di sopravvivenza di intere popolazioni.
Invito tutti i lettori a seguire le notizie su http://www.acquabenecomune.org/

Punto cruciale delle discussioni di queste ultime settimane riguarda la possibilità di privatizzare, o no, i servizi di distribuzione idrica.

Sicuramente siamo di fronte ad un tema con una rilevanza internazionale, dalle conseguenze sia economiche che giuridiche, ma soprattutto politiche.

lunedì 7 dicembre 2009

La lunga via dello sviluppo sostenibile di Marco Magrini (Sole24Ore)

Visualizza l'articolo originale

di Marco Magrini


Il successo del vertice di Copenhagen non dipende tanto dal trattato che verrà, o non verrà, firmato. Dipende dal grado di concordia che 192 paesi di questo piccolo pianeta sapranno raggiungere alla prima, vera chiamata collettiva del mondo globalizzato. Qui non si discute più di confini o di sfere d'influenza. Ma dell'unica cosa che tutte le nazioni dividono in comune: l'atmosfera.

La scelta è epocale. Si tratta di sterzare il cammino della civiltà dall'energia fossile all'energia rinnovabile, e senza frenare la crescita economica. Il che, non è soltanto suggerito dal rischio - solo il rischio - che i nostri nipoti e pronipoti non ereditino quel pianeta ospitale che abbiamo ereditato noi. Lo suggerisce il rischio economico, geopolitico e anche geologico della patologica dipendenza da idrocarburi. Ma soprattutto, lo suggerisce una grandiosa opportunità: dirigere le forze del genere umano – scienza, ricerca, industria, finanza - verso la creazione di un sistema energetico sostenibile.

Il premio Nobel Richard Smalley aveva fatto la graduatoria dei dieci grandi problemi del mondo: energia, acqua, cibo, ambiente, povertà, guerre, malattie, istruzione, democrazia, sovrappopolazione. E diceva: «Se scopriamo come avere energia, pulita e abbondante, li risolviamo tutti e dieci».

Se Copenhagen sarà un successo, non lo diranno i politici, o gli ambientalisti. I veri giudici del vertice, sono quelli che devono ancora nascere.Il successo del vertice di Copenhagen non dipende tanto dal trattato che verrà, o non verrà, firmato. Dipende dal grado di concordia che 192 paesi di questo piccolo pianeta sapranno raggiungere alla prima, vera chiamata collettiva del mondo globalizzato. Qui non si discute più di confini o di sfere d'influenza. Ma dell'unica cosa che tutte le nazioni dividono in comune: l'atmosfera.

La scelta è epocale. Si tratta di sterzare il cammino della civiltà dall'energia fossile all'energia rinnovabile, e senza frenare la crescita economica. Il che, non è soltanto suggerito dal rischio - solo il rischio - che i nostri nipoti e pronipoti non ereditino quel pianeta ospitale che abbiamo ereditato noi. Lo suggerisce il rischio economico, geopolitico e anche geologico della patologica dipendenza da idrocarburi. Ma soprattutto, lo suggerisce una grandiosa opportunità: dirigere le forze del genere umano – scienza, ricerca, industria, finanza - verso la creazione di un sistema energetico sostenibile.

Il premio Nobel Richard Smalley aveva fatto la graduatoria dei dieci grandi problemi del mondo: energia, acqua, cibo, ambiente, povertà, guerre, malattie, istruzione, democrazia, sovrappopolazione. E diceva: «Se scopriamo come avere energia, pulita e abbondante, li risolviamo tutti e dieci».

Se Copenhagen sarà un successo, non lo diranno i politici, o gli ambientalisti. I veri giudici del vertice, sono quelli che devono ancora nascere.

Apple contro i fumatori (Sole24ore)


Apple non si ritiene tenuta ad onorare gli impegni di garanzia sui suoi prodotti che sono stati esposti al fumo. La società di Cupertino, come ha riportato il sito consumerist.com, negli ultimi anni ha negato a diversi suoi clienti riparazioni o sostituzioni stabilite in garanzia perché gli apparecchi erano stati esposti al fumo.

Un caso del 2007 riguarda un portatile MacBook che era stato portato ad un Apple store nell'Iowa per un problema di surriscaldamento. La garanzia non fu applicata perché il computer era stato utilizzato in una casa dove si fumava. I tecnici di Apple si rifiutarono addirittura di riparare il pc per "rischi alla salute dovuti a fumo passivo".

In un altro caso una riparazione che avrebbe dovuto essere pronta nel giro di 48-72 ore, fu rifiutata dai tecnici Apple che non volevano mettere le mani su un pc "contaminato" da tabacco e considerato un "pericolo biologico".

Apple tuttavia non fa menzione al fumo come comportamento in grado di danneggiare i computer e non è chiaro se i casi saranno oggetto di controversia con le associazioni dei consumatori.

Facebook continua a crescere (Clubdeimediasociali.it)

http://www.clubdeimediasociali.it/2009/12/facebook-non-rallenta-anzi-cresce-fino-a-350-milioni-di-utenti/

Quando la tecnologia non risolve ma stuzzica nuovi dibattiti

Da un po' di tempo a questa parte si sente parlare di Mashup, nuovo genere musicale elettronico basato sul campionamento di altri brani (in un brano si arriva ad avere anche 30-40 sample diversi); e fino a quì nulla di nuovo... la realtà dei remix e del sampling esiste dai tempi di rapper's delight se non prima. Dov'è la novità?

La cosa "interessante" di questo genere riguarda il rapporto (molto articolato) tra campionamento e diritti d'autore. Mi spiego meglio: ovviamente il diritto d'autore è ampiamente regolamentato. Sappiamo quello che possiamo e non possiamo fare. Il districarsi tra lecito ed illecito è l'attività preferita dei Mashuppers: il campionamento è soggetto a diritto d'autore, solo e soltanto se supera una certa durata (in Italia per esempio la SIAE si "affaccia" quando si superano i 6'' di riproduzione).

L'idea di alcuni mashuppers è proprio quella di giocare con questi tempi e cercare di rimanere al di sotto di tali valori... e come dire... produrre legalmente pezzi che in teoria, senza la giusta abilità, sarebbero totalmente illegali...

La cosa più divertente è che spesso, molto spesso, si è comunque in grado di riconoscere le fonti originali in maniera chiara... anche con campioni brevi...

Chissà se questo principio si potrà applicare ad altri campi, lavorando su pezzetti di copyright o brevetti... sarebbe una bella sfida sociale da lanciare...

intanto ecco uno spunto musicale tratto da un live di Girl Talk


Parte la raccolta differenziata in LUISS grazie all'impegno dei ragazzi di LUISS Sostenibile